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Smart Working, pregi e (alcuni) difetti del lavoro da casa

In questi giorni, per via delle misure della Presidenza del Consiglio a causa dell’emergenza sanitaria che il nostro paese sta affrontando, molte aziende hanno dovuto prima ridimensionare e poi definitivamente bloccare il lavoro in ufficio. A questo proposito ci viene in aiuto lo smart working, che a differenza di alcuni anni fa, è oggi più che mai alla portata (quasi) di tutti.

Sicuramente non tutti si sono fatti trovare pronti, non essendoci stata nessun tipo di fase preliminare, o aver cominciato gradualmente a staccarsi dal lavoro in sede a quello da casa, ma la maggior parte degli italiani ha reagito comunque bene a questo cambio di registro. Infatti se alcuni anni fa era più difficile poter continuare il lavoro da casa, con macchine “casalinghe” magari non troppo efficienti per far girare i software utilizzati sul lavoro, oggi come oggi tutto è più a portata di mano e più fluido rispetto a un tempo.

I pregi del lavoro da casa sono sicuramente tanti, come quello di poter inframezzare il lavoro a piccole mansioni domestiche, ridurre gli spostamenti e quindi avere un rapporto più “green” col proprio mestiere, e soprattutto rendere il tutto più economico, ben conoscendo i costi di una postazione di lavoro in ufficio (oltre che sempre a livello di riduzione del traffico ferroviario dei cosiddetti pendolari, ad esempio) ma soprattutto, per quelli che per lavoro devono fare molti chilometri, è anche un modo per stare più vicini alla propria famiglia, proprio in questo periodo di grande bisogno di continuità relazionale.

Sicuramente, dopo tutti questi pregi arriva il momento dei difetti. Pur non avendo difetti lampanti, il lavoro da casa ne ha alcuni che vanno comunque di pari passo con i pregi di cui sopra. Se il lavoro da casa sicuramente può responsabilizzare molto di più l’impiegato, può comunque esserci una reazione opposta, cioè quella di temporanea deresponsabilizzazione con cali anche significativi del rendimento e della produttività del lavoratore.
Altra fonte di rischio, in cui si potrebbe incappare, dovuta forse anche all’incapacità organizzativa di chi il lavoro da casa lo fa, è quella di non saper suddividere i modi e i tempi del proprio impiego, modificando quindi l’ordine fisiologico della propria vita di casa, andando (per esempio) a lavorare in quelle ore che normalmente venivano dedicate al riposo notturno. Ultimo ma non ultimo invece, (nel caso in cui il lavoro da casa si dovesse protrarre per lunghi periodi come ahimè sta succedendo), è il senso di isolamento che potrebbe affliggere soprattutto quelle persone che lavorano da casa, è consigliato quindi in questi casi non fermarsi al semplice lavoro da remoto ma mantenere i rapporti umani con chat, telefonate e videochiamate.

Questi sono quindi i pregi e i difetti, molti dei quali, come abbiamo visto, dovuti ad alcuni nostri (e a volte banali) errori e non ad aspetti negativi intrinsechi del lavoro da casa.

Umby

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