“Diario di un sabato alternativo”

Venaus, 26 luglio 2025 – Un sabato alternativo: Festival Alta Felicità
Leggo il programma e con grande gioia trovo il nome delle @bamboledipezza_band. Da ascoltatore attento e appassionato, non ci penso due volte: mi dirigo nel cuore della Val di Susa, curioso e pronto. Lo studio è importante, ma la prova live è quella che amo di più!

In un contesto carico di significato come quello del Festival — nato per difendere il territorio, la montagna e la dignità collettiva — la band milanese trova la cornice perfetta per il suo messaggio musicale: diretto, politico, femminista, senza compromessi.

Fin dall’attacco iniziale, “Io non sono come te”, il concerto prende forma di manifesto: chitarre graffianti, basso pulsante, batteria martellante e, soprattutto, la voce ruvida e potente di Cleo fanno vibrare la piazza. La scaletta alterna i classici della band a brani più recenti, sempre accompagnati da una partecipazione attiva del pubblico: si canta, si urla, si balla.

Il legame tra palco e platea è immediato, continuo, quasi fisico.
Le Bambole di Pezza si confermano più attuali che mai, capaci di parlare alle nuove generazioni senza dimenticare chi ha resistito prima. E lo fanno nel posto giusto, al momento giusto: sotto le stelle della Val di Susa, dove la musica è ancora uno strumento di lotta e di bellezza.

Il finale, con birra e foto, è stato l’epilogo perfetto di una serata in cui, per qualche minuto, abbiamo respirato quell’aria di leggerezza che tutti cerchiamo.

Un ringraziamento speciale a @dadasutra per la sua gentilezza. Spero di rivedervi presto… magari in radio!
W il Rock! Il Rock ti salva la vita. Restiamo umani.

Di Latrecchiana Franco

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