Una Sera per Valerio
di Marco Gaviani
Ci sono serate che si conducono. E poi ci sono serate che si attraversano con il cuore. Quella del 9 maggio al Teatro Q77 di Torino, dedicata al compleanno di Valerio Negrini, per me è stata esattamente questo: un viaggio dentro emozioni autentiche, ricordi condivisi e musica capace ancora oggi di unire generazioni diverse sotto lo stesso cielo di parole. Ho avuto il privilegio di accompagnare il pubblico nella prima parte della serata come presentatore, cercando di dare ritmo e anima a un evento nato dall’impegno straordinario del Pooh Fan Club di Torino, che ha organizzato ogni dettaglio con passione e dedizione sincere. Fin dai primi minuti si percepiva qualcosa di speciale nell’aria: non la semplice celebrazione di un artista, ma l’abbraccio collettivo a un uomo che continua a vivere nelle sue poesie, nelle sue canzoni e nella memoria di chi lo ha amato. Tra i fans dei Pooh non posso non menzionare due amici con cui abbiamo incrociato le nostre vite con immancabile piacere reciproco: Enrico Peyretti, conduttore della sua “Casa Peyretti” in onda tutte le sere su Rete7 e l’immancabile Mimmuz, anima e battito di Radio Agorà21. La presenza di Paola Racca, poi, moglie di Valerio, ha dato alla serata un’intensità ancora più profonda. Ogni parola, ogni riferimento, ogni canzone sembravano assumere un significato diverso sapendo che, tra il pubblico, c’era chi quelle emozioni le aveva vissute davvero accanto a lui. Ed è proprio con lei che ho vissuto il momento per me più personale ed emozionante: Dopo una piacevole e divertente intervista e un gioco in cui abbiamo coinvolto tutto il pubblico, ho presentato a Paola “Sposami in primavera”, canzone nata per l’occasione da un mio testo ispirato alla poesia “Sposa di Primavera” che Valerio dedicò a Paola per le loro nozze. La musica è stata composta da Giulio Romiti e arrangiata con grande sensibilità da Antonio Buico, due musicisti con cui condivido un percorso artistico fatto di stima reciproca e continua ricerca emotiva. Interpretare quella canzone davanti a Paola è stato qualcosa di difficile da spiegare. Non era soltanto eseguire un brano: era entrare con rispetto dentro una storia d’amore vera, intensa, custodita nel tempo. Vedere la sua commozione e leggere, il giorno successivo, le parole che ha voluto dedicarmi pubblicamente è stata un’emozione che conserverò a lungo. E poi ci sono stati loro: i “Fotografie”. Da spettatore, oltre che da parte integrante dell’evento, ho potuto godermi un live coinvolgente, potente e profondamente rispettoso dello spirito dei Pooh. Non una semplice cover band, ma musicisti capaci di restituire atmosfera, energia e verità a un repertorio che appartiene alla storia della musica italiana. Il pubblico ha cantato dall’inizio alla fine, trasformando il Q77 in un unico grande coro pieno di memoria e passione. A rendere ancora più bella la serata è arrivato anche il momento della torta di compleanno, servita dopo l’apericena a tutti i presenti: un gesto semplice, quasi familiare, che ha contribuito a trasformare l’evento in qualcosa di ancora più caldo e condiviso. Per qualche istante non c’erano palco e platea, artisti e pubblico: c’erano soltanto persone unite dallo stesso affetto. Alla fine della serata mi è rimasta addosso una sensazione rara: quella di aver partecipato non solo a uno spettacolo, ma a un incontro umano autentico. Perché Valerio Negrini, attraverso le sue parole, continua ancora oggi a creare questo miracolo: far sentire le persone vicine. E forse il senso più bello di quella sera è stato proprio questo. Non celebrare un ricordo. Ma sentirlo ancora vivo, accanto a noi.






