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EDOCULTURA: CINEMA ARGENTO: LA PORTA SUL BUIO (1973)

La porta sul buio è una miniserie televisiva antologica formata da quattro episodi gialli di circa un’ora, curati e prodotti da Dario Argento e trasmessi dalla RAI per quattro settimane nel settembre 1973 sul Programma Nazionale (l’odierna Rai 1).

Ogni episodio viene presentato da Dario Argento, che firmò la regia del secondo episodio con lo pseudonimo Sirio Bernadotte e subentrò a Roberto Pariante nella regia del quarto.

La trama dei singoli episodi:

Il vicino di casa: Due giovani coniugi, Luca e Stefania, si trasferiscono con il figlio appena nato in una nuova abitazione sul litorale laziale. L’appartamento è abbandonato, sporco e senza corrente ma la coppia non sembra farci caso e decide di passarci la notte ignorando che il loro vicino di casa ha appena assassinato la moglie. Quando lo scoprono cercano di andarsene ma non riescono a liberare la loro auto, rimasta bloccata nel fango. Scoperti dal vicino, vengono catturati e incaprettati. L’assassino scava una fossa per i due intento a ucciderli, ma arriva un amico della coppia a bordo di un camion che trasporta l’arredamento per la casa. Il perfido vicino riesce a convincere lui e il camionista che la coppia non è mai stata lì, ma il pianto del bambino, rimasto addormentato per tutta la notte e della cui presenza il vicino non si era accorto, permette ai due ragazzi di scoprire la verità.

Il tram: Un commissario di polizia indaga sul misterioso omicidio di una ragazza, assassinata nel vagone di un tram durante una corsa notturna. Nonostante la sua poca esperienza, da lui stesso ammessa, il commissario ricostruisce la dinamica dell’assassinio e il presunto colpevole viene arrestato e messo sotto processo. Qui però l’uomo comincia ad avere dei dubbi e capisce di essersi lasciato sfuggire un particolare, che non riesce a decifrare. Dopo aver chiesto nuovamente aiuto agli impauriti passeggeri che si trovavano sul tram la sera dell’omicidio, decide di andare a fondo alla vicenda con l’aiuto della sua fidanzata. Scoperto il particolare che gli era sfuggito e risalito al vero colpevole, un collega e amante della vittima, rischia di venire ucciso dall’assassino che aggredisce la ragazza, ma l’intervento delle forze dell’ordine ferma il killer, che viene finalmente arrestato.

La bambola: La polizia è alla ricerca di uno psicopatico evaso dall’ospedale psichiatrico, il quale sembrerebbe essere responsabile dell’omicidio di una donna. Intanto una ragazza, impegnata nel furto di una bambola, viene avvicinata da un misterioso individuo.

Testimone oculare: Una donna racconta alla polizia di aver assistito ad un omicidio, ma nessuno le crede perché dell’accaduto non è stata rinvenuta alcuna prova.

Curiosità: Reduce dai successi dei primi tre film, Dario Argento cura e produce per la RAI una serie di quattro mediometraggi della durata di circa un’ora ciascuno. Oltre a presentare ogni episodio, il regista ne dirige personalmente uno, Il tram, subentrando inoltre a Roberto Pariante nella direzione di Testimone oculare, mentre gli altri due film sono affidati a Luigi Cozzi, collaboratore di Argento, e a Mario Foglietti. Si trattava di un team già collaudato, in quanto in Quattro mosche di velluto grigio Pariante era stato aiuto regista di Argento e Cozzi assistente alla regia e coautore del soggetto con Foglietti ed Argento. Fondamentale apporto alla confezione della serie fu dato dalle musiche, opera di Giorgio Gaslini, pianista e compositore jazz.

La serie fu trasmessa dal primo canale in prima serata, ma, non essendo i telespettatori dell’epoca avvezzi a scene “forti” in televisione, Argento e colleghi dovettero contenersi nella rappresentazione di scene cruente e di terrore, come fino ad allora il regista aveva abituato le platee cinematografiche. Non per questo gli autori delle quattro storie rinunciarono ad imbastire delle trame dalle tinte fosche, atmosfere stranianti e con una sufficiente dose di suspense. Argento in particolare cercò di trasferire in queste brevi storie le sue idee, già proposte sul grande schermo, rappresentando la mini serie un’occasione per il regista di sperimentare nuove tecniche di ripresa e di esplorare nuovi linguaggi cinematografici adatti al thriller.

Edoardo Mastrocola

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