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Al San Luigi di Orbassano un Centro hi-tech di simulazione medica avanzata

ORBASSANO – Uno spazio di circa 240 metri quadri dotato di sistemi di simulazione di eccellenza. Manichini hi-tech che ricreano il paziente adulto e pediatrico. E poi ancora sistemi multimediali decisamente innovativi. Benvenuti al nuovo Centro di Simulazione medica avanzata del Polo universitario San Luigi Gonzaga di Orbassano. Inaugurato martedì 28 gennaio e realizzato con il contributo della Compagnia San Paolo, è collocato in uno spazio di circa 240 metri quadri pienamente inseriti nell’area didattica dell’universitaria di regione Gonzole. Tre aule mettono a disposizione degli studenti e degli specializzandi numerosi simulatori ad alta fedeltà, come i simulatori virtuali per artroscopia e per laparoscopia di ultima generazione che consentono l’acquisizione e il perfezionamento di tecniche chirurgiche mini-invasive. Una sala di simulazione – allestita come se fosse un reparto di area critica e attrezzata con i più evoluti manichini presenti in commercio, permette ai futuri dottori di eseguire procedure mediche simulate in alta fedeltà, gestite e monitorate da una cabina di regia. Il Centro ospita anche il più avanzato tavolo anatomico per la dissezione virtuale del corpo umano, già utilizzato da molte tra le più importanti scuole ed istituzioni al mondo. Si tratta di uno strumento che consentirà agli studenti di visualizzare l’anatomia esattamente come se si trattasse di un cadavere reale con il vantaggio di un’esperienza interattiva in touch-screen.

«Il nuovo Centro di simulazione medica avanzata – dice il rettore Stefano Geuna – permetterà ai nostri studenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie di confrontarsi su un ampio numero di patologie in ambienti clinici diversi e in situazioni realistiche. L’introduzione della formazione in simulazione consentirà infatti di abbattere il rischio clinico ponendo come obiettivo primario la sicurezza per il paziente».

La didattica in simulazione coinvolgerà studenti di 33 diverse nazionalità iscritti al Corso internazionale di Medicina e Chirurgia in lingua inglese. «Avrà un forte impatto – spiega il professor David Lembo, presidente del Corso di Laurea in Medicine and Surgery – nel trasformare il modello di formazione tradizionale verso tecniche di apprendimento in un ambiente protetto dove lo studente potrà acquisire, oltre alle capacità cognitive e manuali, anche la necessaria abilità nel pianificare e coordinare in condizioni di grande pressione operativa ed emotiva in ambienti virtuali ma altamente realistici, analogamente a quanto avviene nella formazione piloti di aerei».

Paolo Polastri

L’Eco del Chisone

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